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Silence

Niente come prima e poche certezze di quel che sarà.

Le cose non vanno sempre come te le aspetti. Cambiano. Crescono. Diventano più grandi di quello che ti aspettavi, diventano di più di quello che pensavi e troppo difficili da sostenere con le tue sole mani. La debolezza s’insinua lenta giorno dopo giorno, lasciandoti solo l’amarezza della convinzione di non potercela fare.
E com’è?
Pensi che dopo tutto quello che hai fatto, dopo tutto quello che hai passato…
E dove hai sbagliato?
Forse lo sai. Forse lo sai e continui a farlo.
Fino a dove vuoi arrivare?
Fino a quando potrai?
Si consuma qualcosa dentro. A volte non te ne accorgi, perché ti consuma poco a poco.
Forse domani non avrai un braccio, una mano,  una vena, un pezzo di te.
Perso nel nulla.
Cosa rimane di te?
Cosa sei?
E perché lo fai?

C’è sempre scelta.

A volte

A volte capita.

Ti senti così e non puoi farci niente.
Non è vuoto e  non è pieno.
E’ il senso di qualcosa che c’è e non c’è.
Qualcosa che ti pesa sul cuore,
ma non sai nemmeno tu cos’è.
O forse semplicemente non vuoi leggerlo.

A volte capita.
Ti senti in trappola.
TI chiedi quale sia la strada giusta.
Ma tanto sai che quella giusta non esiste.
Non lo saprai mai cosa sarebbe accaduto.
E quindi vivi.
E cadi.
E ti rialzi.
E ancora una volta vai avanti.

Quando ci ritroviamo
riscopriamo parti di noi
Parti sopite
che pensavamo di aver dimenticato
nascoste nell’antro più buio del nostro cuore.
Tornano a galla
Restano a tenerci compagnia
A farci impazzire ancora un pò
In equilibrio su una corda
col rischio di cadere ad ogni passo
Ma non possiamo fare altro che andare avanti

Fermarsi è impossibile.
Smettere lo è
E’ smetter di vivere
Di essere ciò che siamo
E dunque…
Andiamo.

 

Un solo posto,
dove il tempo si ferma,
dove gli attimi si dilatano,
e il sereno si apre nel cielo
e dentro di me.

Un attimo che dura in eterno,
ed un’eternità racchiusa in un momento.
In ogni respiro,
lo sento vivo e presente
seppure forse stia sognando…

E la certezza
che qualcosa vivrà per sempre
sciolto nelle lacrime
perso nel tempo
tutto quel che resta di questa me.

Ora.
Adesso.
Questo esiste.
Unica certezza.

E niente più parole.
Non può uscire. Non ci riesce.
Troppo grande, troppo pesante.
Un urlo che spezza l’aria.
Una canzone che non si può ascoltare
Un sentimento che rischia di travolgere ogni cosa
e lasciare il deserto dietro di sé…

And I feel and I feel

Metà di me. A metà fra cielo e terra. 

Dove è il mio posto?

Inquietante come le cose possano cambiare da un momento all’altro. Questione di giorni, di ore, di attimi.

E tutto ciò di cui avevi la certezza sembra dissolversi nel nulla,

si disperde come sabbia nel vento,

scivola via dalle mani,

e resta solo… niente.

Resta l’incertezza. E un qualcosa che pesa nel petto.

Pietra.

Idee e pensieri non gli sfuggono. Sempre lì, vortice infinito,

neri sparvieri che volano in cerchio

sopra la mia testa.

I don’t belong here.

E allora dove? Dove è il mio posto?

Solo un giorno,

vorrei,

solo un giorno infinito.

Perché è sempre troppo presto.

Perché è sempre troppo poco.

La mia fame non troverà sazietà,

la mia sete mi tormenterà a lungo,

e così nemmeno una lacrima scenderà,

nemmeno una goccia di sangue.

Quanto?

quanto tempo puoi resistere?

Quanto tempo prima della rovina?

La distruzione sembra sempre più vicina.

Guarda i segnali. 
Non te ne accorgi?
eppure sono davanti a te..

 E quel giorno…
quel giorno sarà l’inizio e la fine.

E allora forse.. forse deciderò quale è il mio posto.
E maledirò tutto il resto. 

A perdere il conto delle giornate

A farti scordare ciò che è triste o irritante

A cullarti dolce con la sua melodia

A rasserenare una giornata di pioggia

A essere tutto ciò che vorresti

Emozione e sentimento

A riempire ogni lacuna

A prendersi cura di te come madre affettuosa

A fermare il tempo nello spazio che non esiste, nel momento che vive solo nella tua mente

A portarti lontano

A farti sognare i sogni

mescolandoli alla realtà

che poi tanto reale non è.

Quando tutto dovrebbe essere perfetto

Ma nel tuo specchio il riflesso è obliquo

Quando il momento è ispirazione

e l’ispirazione si scioglie nel momento

Quando ogni cosa torna al suo posto

un mosaico ben costruito

un intarsio di colori

a cui non manca nulla.

Nessun pezzo fuori posto

nessuna mancanza

nessuna lacuna

la perfezione del singolo momento

La perfezione che non esiste

sebbene si possa quasi sfiorare

 

E tutto torna alla norma

al silenzio

agli schemi.

Sono a Barcellona. Dato di fatto.

E da poco ho anche una casa! Ma questo tread vorrebbe essere limitato ad alcune prime impressioni ed esperienze in questa città d’oltremare.

 

Intanto ciò che ho già scritto:

Ho visto tanti appartamenti e parlato (in un misto di spagnolo…che poi qui è catalano, inglese e italiano) con troppa gente! Ho visto cose che voi umani… E non è tanto per dire!

Qui gli ASCENSORI non vanno di moda XD Sarà che vogliono tenersi in forma… E le scale mobili le fanno quasi sempre solo per salire! Scendi a piedi! u.u

Barcellona è una città PROFUMATA, o forse sono i barcellonesi che profumano! Certo pure qui ci sono barboni, zingari e così via, ma non mi sono soffermata su quelli!

Le FONTANELLE di Barcellona sono scomode per bere! E’ più l’acqua che ti versi addosso che quella che effettivamente bevi! O forse sono io incapace!

I CINESI, con i loro amabili negozietti tutti uguali non potevano mancare! Ti danno quel senso di familiarità, di cosa a cui sei abituato! Evviva i cinesi! XD

Non mi soffermerò nel descrivere alcuni appartamenti in condizioni pessime! Ma quelli si vedono anche a Roma…

Qui usano troppo la parola VALE (che pronunciano BALE) e che significa qualcosa tipo OK, va bene, sì, certo. Insomma, ho un nome un pò sp*uttanato! XD

Le STRADE di Barcellona sono troppo lunghe! Se un tizio ti dice che abita in Via tal dei tali, dovrai assicurarti di sapere il numero civico poiché potresti finire da una parte o da quella opposta della città! Oltretutto molte vie hanno nomi ispirati a città o regioni italiane! C’è Napoli, Roma, la Sardegna, La Sicilia, la Calabria… e così via!

I CITOFONI non hanno nomi scritti sopra! Ci sono solo i numeri: il piano e il numero della porta!

 

Dopo di che passiamo al presente!

Ho una casa (un piso) e una stanza (habitaciòn), il che è già per me un traguardo! Siamo io, un colombiano e un mezzo cinese che non parla cinese, più due gatti e varia gente di passaggio. La casa è carina e la stanza è nella media. Diventerà carina tra un pò!

Ma torniamo a Barça:

I Barcellonesi decisamente amano tenersi in forma! Corrono a tutte le ore! Vanno in bicicletta a tutte le ore! In alternativa usano pattini o monopattini.

La domenica è tutto chiuso, a parte i soliti negozietti cinesi ed alcuni piccoli alimentari gestiti perlopiù da indiani (o orientali di altro genere), oltre che svariati baretti.

C’è la Nutella! è_é A parte questo si trova praticamente di tutto! La pasta costa troppo e pure il pane. L’olio devo provarlo… spero di trovarne uno decente! Ci sono i ravioli Giovanni Rana e gli yogurt Activia (ma temo di non trovare quello alla pera cotta ç.ç).

Il cappuccino e cornetto al bar in genere lasciano moooolto a desiderare! Oggi però ne ho preso uno decente in un bar che si chiamava tipo “Toscana” o qualcosa del genere… Per fortuna ho la mia fidata moka *-*

Devo esplorare il negozio che vende il foam.

 

Todo aqui (si dirà così?)

Hasta pronto!

Sensazioni di vita

Non è mai semplice trovare un titolo adatto a quello che si sta per dire… perché nella nostra testa c’è un cumulo di pensieri, sensazioni, emozioni, che non ha forma, un caos che si sovrappone a se stesso, che cambia e cresce ed evolve. I pensieri non hanno forma. Qui li lascio liberi, liberi di uscire dal caos della mia mente, per poi intrappolarli in un recinto fatto di parole.

C’è però chi è veramente bravo a fare questo! Io non sono così brava, ma ci provo. Fatto sta che quello che mi trovo a scrivere differisce sempre da quello che avevo pensato di dover scrivere.

Le sensazioni della mia vita. Il torpore della sveglia mattutina e il calore soffocante del letto. L’acqua fresca sul viso. L’odore del caffé, il suo profumo inconfondibile e il suo sapore in bocca. Non è un sapore dolce, non lo definirei nemmeno un sapore buono, ma è un sapore al quale ci si affeziona in qualche modo, che diventa indispensabile. Un sapore familiare, vicino, rassicurante. Una dolce abitudine. E poi l’odore dei libri, inconfondibile, buono. La sensazione delle pagine di carta tra le dita, le parole stampate in nero che pian piano diventano familiari… L’afa della palestra, l’aria pesante e calda, difficile da respirare, e poi la sensazione dell’aria aperta nelle narici, l’aria più fresca della serata, sulla pelle accaldata. E quell’aria delle notti d’estate, quando rinfresca, quando la strada è semivuota e cammini da solo nella pace più totale. Il gusto del gelato, quello buono, quello che conosci, la sua cremosità, la sua freschezza, sensazione impagabile! Ne diventi schiavo con poco. Così la freschezza dopo la doccia, la rinascita, la bellezza.

Tutto ciò che occupa il mio tempo.. mi chiedo se ne valga la pena! Le sensazioni che si ripetono infinite volte durante il nostro tempo, sempre simili, sempre nuove… Rifletto su di esse e su quello che significano. Bramo la conoscenza e allo stesso tempo la libertà. Ma, qualcuno dice, la libertà non piace in effetti a nessuno. La libertà è troppo… troppo da poter sopportare, e dunque alla fine tutti in qualche modo amiamo essere incatenati… un pò come i pensieri con le parole.

 

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